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La Dott.ssa Paola Pedinotti risponde alle vostre domande
Bruno (Arezzo, 15-05-2017 17:24:33, Italy) toggle

Dottoressa,

ho 42 anni e dopo il tradimento da parte di mia moglie, avvenuto l'anno scorso, non riesco a decidermi. Ho molti sbalzi d'umore e, a volte, sono sicuro di lasciarla. Poi mi abbatto pensando ai miei figli o alle difficoltà economiche che una tale scelta comporterebbe. Ho provato a farmi aiutare psicologicamente ma non è cambiato molto. Ora soffro d'insonnia, ho difficoltà a concentrarmi e temo di poter perdere il mio lavoro. Può aiutarmi? Grazie per la sua risposta e saluti

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super admin Paola Pedinotti, 16-05-2017 14:26:10


Gent.mo,

lei si sente bloccato rispetto a una scelta nel presente che la rende incapace di prendere una decisione. Una terapia EMDR potrebbe aiutarla a rafforzarsi, a radicare le sue risorse in modo da essere abbastanza forte da fare una scelta e affrontarne le conseguenze. Con la terapia potrà, inoltre, elaborare e lasciare nel passato quegli eventi che potrebbero avere reso più difficile la sua formazione e che potrebbero aver contribuito alla paura di commettere uno sbaglio. La terapia può aiutarla a liberarsi dalla paura e a fidarsi, sempre di più, di se stesso e delle sue scelte. Si rivolga ad un terapeuta EMDR della sua zona, può trovarlo sul sito EMDR.it. Con tanti auguri

Paola Pedinotti

Psicologo, Psicoterapeuta, Practitioner EMDR

mariella (imola, 08-05-2017 12:15:41, Italy) toggle

Dott.ssa,
le scrivo per avere un consiglio per mia sorella più piccola. Ha 32 anni, un buon lavoro e una bella famiglia ma dopo il parto(un parto complicato e poi è nata la sua prima bambina) ha perso la sua solità vivacità, appare più chiusa e distante anche da noi familiari. Siamo tutti preoccupati. E' normale, passerà? Che cosa ci consiglia di fare? La ringrazio molto

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super admin Paola Pedinotti, 08-05-2017 12:36:43



Gent.ma,

la nascita è un evento molto felice ma anche faticoso e apporta cambiamenti radicali.
Un parto “complicato”(ci sarebbe da approfondire che cosa ha significato per sua sorella) poi potrebbe essere percepito come una delusione. Il mio corpo non risponde adeguatamente in un momento tanto atteso e questo può risultare qualcosa di inaspettato, che sua sorella non è riuscita psicologicamente a gestire.
Può anche darsi che sua sorella abbia bisogno di un po' di tempo per riprendersi e che possa farlo, naturalmente, sentendosi amata e compresa. Ma, se fosse trascorso qualche mese dal parto, potrebbe esserci qualcosa di più profondo che merita attenzione e accoglienza.
In tal caso, vi consiglio, di convincere (con cautela e dolcezza)la neo-mamma a rivolgersi a una/un psicoterapeuta esperto, nella vostra zona, che possa aiutarla ad orientarsi in questa fase tanto sensibile della sua vita.
Grazie per avermi consultata, cordiali saluti
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta,
Practitioner EMDR

Mario (Cremona, 24-03-2017 18:20:01, Italy) toggle


Dott.ssa,
ho un problema che spero possa aiutarmi a capire. Ho 47 anni e penso di non riuscire a mantenere una relazione. Con mia moglie non vado d'accordo, fra noi manca il rispetto e spesso le nostre liti finiscono in insulti e brutte parole. Vorrei essere capace, anche per il futuro, di avere una relazione tranquilla, non così carica di disprezzo reciproco come succede ora. Grazie per la sua risposta

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super admin Paola Pedinotti, 25-03-2017 18:06:51


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Caro Mario,

lei ha inquadrato bene il suo problema che è centrato nella difficile relazione con sua moglie e che assume il significato più ampio di come scegliere tra il mantenere o no una relazione. Lei appare consapevole di essere bloccato in una relazione che la fa soffrire ma non ne conosce il senso. Una terapia potrebbe aiutarla a cogliere il significato profondo di ciò che non riesce a capire ovvero del perchè, nella relazione con sua moglie, tutti i tentativi di provare a risolvere il problema siano andati a vuoto. Anche dover scegliere è faticoso e può diventare assillante. Spesso la difficoltà a prendere una decisione ha radici profonde, ad esempio potrebbe dipendere dalla paura di sbagliare che può connettersi al tema dell'autostima e della fiducia in se stessi. Le auguro di intraprendere un percorso terapeutico per conoscere e dare una risposta soddisfacente al suo problema. Cordiali saluti
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta, Practitioner EMDR

Giusy (Sarzana, 23-03-2017 13:28:52, Italy) toggle

Gentile Dott.ssa,

ho 27 anni, sono sempre stata una ragazza ottimista, piena di gioia di vivere e con una buona autostima. Il mio ragazzo, dopo 9 anni di relazione soddisfacente, che si stava deteriorando negli ultimi mesi, mi ha appena lasciata e me lo ha detto al rientro da una vacanza a New York. Lui voleva lasciarmi ed io ero in un paese straniero lontana dai miei amici e dalla mia famiglia. E' stato uno shock, una sorpresa che mi ha riempita di pensieri negativi. Da allora mi sento molto inadeguata e confusa. Ho cercato di evitare le situazioni più allarmanti come i luoghi che mi ricordavano lui ma questo non mi ha fatto sentire meglio anzi la mia ansia è cresciuta ed invade ogni momento della mia vita. Mi può aiutare? Grazie

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super admin Paola Pedinotti, 23-03-2017 19:29:05



Cara Giusy,

la fine di una storia d'amore, durata tanti anni e iniziata quando era ancora un'adolescente, è un evento duro da affrontare e la coglie di sorpresa. Il suo vissuto appare decisamente traumatico anche in relazione alla distanza da casa e dai suoi affetti. Si è sentita isolata ed il dolore per la perdita del suo ragazzo si è dilatato, si è sentita impotente, senza speranza. Una terapia può aiutarla a riflettere e ad elaborare i momenti più significativi riguardanti il periodo in cui la vostra relazione aveva iniziato a deteriorarsi. Può esplorare i suoi tentativi, nel presente, di affrontare l'ansia o di evitarla e costruire una rappresentazione di sé più completa e dinamica che le permetta di accettare la rottura di una relazione intima e di pensare che potrà andare avanti nella sua vita. Auguri!
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta, Practitioner EMDR

cigno nero (lucca, 22-03-2017 17:43:03, Italy) toggle

Dott.ssa,
ho 24 anni e convivo da molto tempo con i miei disturbi alimentari che oscillano dalle diete ferree alle abbuffate sfrenate.
Insomma cibo e diete occupano sempre più la mia vita e questo stato mi impedisce di applicarmi, come vorrei, allo studio e mi fa sentire sempre più isolata e non accettata. Comincio a sentirmi stanca e vorrei stare bene, ma come? Una psicoterapia EMDR potrebbe aiutarmi? Cordiali saluti in attesa di una sua risposta

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super admin Paola Pedinotti, 22-03-2017 23:40:38


Gent.ma,

spesso i disturbi alimentari si presentano in forme molteplici e tale variabilità dei sintomi può dipendere dal tipo di soluzione cui si ricorre per affrontarli. Ciò comporta la loro trasformazione nei cosiddetti sintomi migratori. Lei non mi dice quando i suoi disturbi sono iniziati, in quale forma si sono presentati né quali terapie ha seguito finora. Descrive però la stanchezza, il calo di energia nello studio, la solitudine e il non sentirsi accettata, cioè il disagio cognitivo ed emotivo connessi al disturbo alimentare. Credo che le sarà utile rivolgersi, come ha già iniziato a fare con me, ad uno psicoterapeuta che possa aiutarla a stare bene e credo che uno psicoterapeuta EMDR abbia una formazione più specifica per accompagnarla in questo percorso di conoscenza, scoperta e rielaborazione. Con tanti auguri
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta, Practitioner EMDR

respiro (savona, 20-03-2017 17:29:51, Italy) toggle

Gentile dottoressa,
sono un professionista di 39 anni, molto ansioso da sempre.
Da vari anni ho all'improvviso degli attacchi di ansia/panico.
Tutti gli accertamenti compreso visita
cardiologica sono ok.
Gli attacchi che fortunatamente non sono elevati avvengono all’
improvviso e a volte con agitazione, nausea e mal di pancia ed a volte con leggero senso di sbandamento e tachicardia.
Ho notato altresì che questa ansia aumenta quando cambio abitudini: ad esempio quando c’è qualche novità o in prossimità di qualche incontro importante.
Cerco di non farmi condizionare anche perchè poi l'incontro o la nuova cosa
alla fine va bene
Cerco di non evitare nulla, nel senso che se per esempio un giorno ho un
attacco di ansia in un treno il giorno dopo lo prendo di nuovo ma temo che la qualità della mia vita stia peggiorando.
Frequento anche luoghi chiusi ed affollati senza alcun disagio.
Non prendo e non vorrei prendere alcun medicinale.
Che consigli mi può dare?
Grazie


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super admin Paola Pedinotti, 20-03-2017 18:16:11

Buonasera,

la sua lettera è molto chiara a partire dalla diagnosi e nella descrizione dei sintomi. Ha fatto bene ad eseguire una diagnosi differenziale cioè che escluda ogni eventuale fattore organico all'origine della sua ansia. Lei dice di essere ansioso da sempre e che, nonostante i suoi tentativi di controllare quello che le succede, la sua ansia è cresciuta e si sta manifestando come un attacco di panico. Dalla attenta descrizione dei suoi comportamenti lei pare avere confidenza con le terapie cognitivo comportamentali che aiutano a gestire l'ansia e a rendere gli attacchi di panico meno frequenti cioè dalla sua lettera mi pare di capire che abbia , almeno un po', imparato a convivere con il suo disagio. Sono d'accordo con lei nell'evitare i farmaci, almeno fino a che riuscirà a gestire la situazione. Per avere una vita più libera da paure e tensioni le consiglio una terapia EMDR più efficace nell'andare alle radici del problema. Si tratta di individuare, con l'aiuto di un buon terapeuta, i momenti della sua vita in cui ha imparato ad affrontare situazioni critiche o disagevoli cercando di farcela da solo e senza tenere conto di eventuali vuoti emotivi. Le auguro ogni bene
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta, Practitioner EMDR

cogito ergo sum (monza, 14-03-2017 20:13:49, Italy) toggle

Buonasera,
sono un giovane professionista, all'inizio della mia carriera. Ho una fidanzata che mi sembra di amare ma con la quale litigo spesso e che, in passato, ho tradito. Amiamo entrambi lo sport ma pratichiamo sport diversi e questo, a volte, ci impedisce di trascorrere dei fine settimana insieme.
Il mio lavoro mi piace ma recentemente ho avuto delle incomprensioni con il mio capo e non so come comportarmi. Quello che mi preoccupa maggiormente e che sta succedendo sempre più spesso è una sorta di blocco ideativo che mi impedisce di svolgere il mio lavoro nel momento e nel tempo previsto.
Vorrei capire cosa mi sta succedendo e cosa posso fare per evitarlo.
Aspetto una sua risposta e la ringrazio

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super admin Paola Pedinotti, 15-03-2017 12:28:37

Gent.mo,

la scelta professionale, l'inizio dell'attività lavorativa sono una fase impegnativa nella vita di una persona e, a volte, richiedono particolare energia e coinvolgimento. Inoltre le nostre relazioni sociali (lavorative, di coppia) sono impegnative, ci presentano delle frustrazioni, ci impongono dei limiti, dobbiamo regolare le nostre emozioni e tenere presente il nostro bisogno di spazio e di libertà. Credo che il suo blocco ideativo, il sintomo per lei più preoccupante, sia un avvertimento, un prezioso campanello di allarme che le sta dicendo che gestire le sue emozioni e affrontare i suoi compiti cognitivi stia diventando per lei troppo faticoso.
Una terapia potrebbe aiutarla a capire la molteplicità dei fattori attivi in questo processo, a elaborare eventuali eventi disturbanti nel suo passato o, più semplicemente, a riorganizzare le sue risorse nel presente.
Grazie per la fiducia. Cordiali saluti
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta, Practitioner

Galaverna (Pordenone, 13-03-2017 19:26:54, Italy) toggle

Gentile Dottoressa,
ho 36 anni, sposata, ho un bambino di 3 anni che accudisco con l'aiuto di mia sorella perchè mio marito lavora in un'altra città. Ho dovuto accettare la convivenza con mia sorella perchè sono depressa, ho crescenti dolori su tutto il corpo e ultimamente ho dovuto lasciare il mio lavoro. Questa convivenza è molto pesante da sopportare ma non posso fare a meno dell'aiuto che mi dà in questo momento. Le domando se riuscirò a guarire e se potrò essere una buona madre e una buona moglie. Grazie

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super admin Paola Pedinotti, 15-03-2017 12:31:09

Carissima,
la depressione è una malattia, o forse solo un sintomo, estremamente debilitante e duro da tollerare. E' come sentirsi travolti da uno tsunami che annulla ogni volontà o forza interna. Inoltre lei parla di crescenti dolori su tutto il corpo e questo è un sintomo somatico che si aggiunge alla depressione e alla stanchezza. Depressione e sintomi somatici sono una malattia che si può curare. Il suo stato non dipende dalla sua volontà, succede che corpo e mente, in relazione a eventi esterni critici, cercano un difficile equilibrio e producano sintomi così disfunzionali. Ma sono un avvertimento, il segnale che qualcosa internamente si è disorganizzato e che ha bisogno di cura. Le consiglio di rivolgersi ad un bravo professionista che possa seguirla nel suo percorso terapeutico e ne sentirà gradualmente il beneficio.
Le faccio tanti cari auguri di tornare ad essere quello che lei desidera
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta, Practitioner EMDR

Carlotta (Desio, 16-02-2017 12:08:43, Italy) toggle

Dott.ssa,
sono una giovane di 26 anni sposata con un ragazzo della mia età che è spesso lontano per il suo lavoro.
Mi sento insicura, non finisco mai niente. Mi sento a disagio in compagnia quando non conosco bene le persone, avverto un forte senso di solitudine e non sopporto le liti. ma quello che mi preoccupa di più è che ho iniziato a graffiarmi e a tagliarmi per avere attenzione.
Ho sentito parlare della terapia EMDR, che lei utilizza, e le chiedo se pensa che possa essere d'aiuto nel mio caso.
Spero che possa rispondermi

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super admin Paola Pedinotti, 15-03-2017 12:32:15

Cara Carlotta,

hai fatto bene a scrivermi e come vedi ti rispondo volentieri subito. I tuoi sintomi iniziali di insicurezza, caduta della motivazione(che non ti permette di portare a termine i tuoi progetti), disagio sociale, solitudine, evitamento dei conflitti stanno migrando(cioè si stanno trasformando) in comportamentii autolesionistici(graffiarti, tagliarti). Penso che una terapia EMDR possa aiutarti a liberartene e credo che sia la più efficace in un caso come il tuo sicuramente molto legato ai vissuti emotivi e alla storia della tua vita. Rivolgiti ad uno psicoterapeuta con buona formazione emdr(practitioner)nella tua zona e tienimi informata.

Paola Pedinotti

Psicologo, Psicoterapeuta, Practitioner EMDR

una vita tranquilla (seriate, 29-06-2016 08:56:25, Italy) toggle

Gentile Dott.ssa, avrei bisogno di un suo parere.Soffro di forti complessi di inferiorità che in diverse occasioni mi impediscono di esprimere i miei pareri.Questo mi rende la vita molto pesante e a volte mi riesce difficile andare avanti.Ho 34 anni e sono single .
Mi potrebbe aiutare?

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super admin Paola Pedinotti, 29-06-2016 10:04:13

Gentile Signore,

i complessi di inferiorità sono un carico faticoso da sopportare perchè, come lei stesso riconosce, impediscono una libera espressione che riguarda le sue opinioni e contraggono i suoi vissuti emotivi in una circolarità che alimenta una perdita di stima e di sicurezza interna. Tale stato di "pesantezza" potrebbe influire sulla sua vita di relazione anche se lei non ne parla direttamente. Una terapia potrebbe esserle utile per esplorare l'origine dei suoi complessi e ritrovare sicurezza nella sua capacità espressiva.
Mi può telefonare per un primo colloquio e sarò lieta di fissarle un appuntamento per definire meglio l'entità del suo disagio ed il percorso che potrebbe esserle più utile. Grazie per la fiducia

Paola Pedinotti

Psicologo, Psicoterapeuta

angykika (bergamo, 27-06-2013 21:55:16, Italy) toggle

buonasera dottoressa. sono una ragazza di vent anni affetta sin da piccola purtroppo da una malattia rara che ancora oggi non riesco ad accettare del tutto.. non ho autostima in me..ultimamente sto vivendo un periodo brutto. sono sempre stata una ragazza solare ma negli ultimi mesi..ho un ansia..un angoscia addosso quando non ho niente da fare e so riempirmi solo di pensieri negativi. ho paura del futuro..ho tanta difficolta a concentrarmi ed impegnarmi in qualcosa ultimamente. non ho amici vicini e in questo ultimo periodo mi sento infelice , insoddisfatta..per niente fiera di me..vorrei cambiare la mia vita..uscire..conoscere gente nuova ma la verita è che mi sento morta dentro e senza forze..ho provato a parlarne con qualcuno ma niente è cambiato.. lei dirà hai vent'anni dove è la voglia di vivere? appunto..secondo lei una psicologa mi può aiutare a ritrovarmi e trovare serenità dentro me? a trovare la forza di impegnarmi in qualcosa senza riempirmi di pensieri deprimenti e negativi?

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super admin Paola Pedinotti, 28-06-2013 18:06:54

Cara angykika,
quella che descrivi è una condizione di insoddisfazione profonda che ti sta deprivando della tua gioia di vivere e credo che momenti depressivi, come quello che stai vivendo e che ti riempie di pensieri deprimenti e negativi, non vada sottovalutato e può capitare, nella vita di una persona, a qualunque età.
Dalla tua bella lettera traspaiono intelligenza e sensibilità e queste risorse potranno aiutarti a riscoprire il senso della tua vita, anche se talvolta acuiscono la tua tendenza alla riflessione e la percezione della solitudine. Credo fermamente che una/un psicoterapeuta possano aiutarti a ritrovare la tua solarità e la tua serenità ed il mio consiglio è di rivolgerti ad un professionista al più presto. Ti aiuterà a conoscerti e a volerti bene con i tuoi limiti e soprattutto con tutte le tue risorse.
Ti ringrazio per avermi scritto e credo che tu abbia già iniziato a cambiare la tua vita...uscire...conoscere gente nuova..., ti auguro di continuare in questa direzione.
Ti saluto con affetto
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta

biko (torino, 09-04-2013 16:21:14, Italy) toggle

Gent. ma dott.ssa
Ho 49 anni e da 23 sono sposato con 2 figli. Da tre anni mia moglie si è innamorata di un ragazzo omosessuale, o di quello che lui rappresenta, di 13 anni più giovane di lei, al punto di chiedere (6 mesi fa) la separazione, di "dimettersi" da moglie, ma anche da mamma... questo ha creato non pochi problemi alla famiglia... anche se capisco che possa succedere, come devo comportarmi? Premetto che non ne vuole sapere di rinunciare nè a lui, nè alla sua nuova vita "mondana" che grazie a questo ragazzo ha cominciato a fare.
la ringrazio in anticipo.

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super admin Paola Pedinotti, 10-04-2013 19:26:45

Gent.mo,
vi siete sposati giovanissimi e, come mi pare di capire, sua moglie è più o meno sua coetanea. Sono trascorsi 23 anni di matrimonio più o meno felici di cui lei non mi dice niente poiché appare, al momento, incredulo rispetto alla richiesta di separazione. Può accadere nella vita di una coppia che, presi dalla quotidianità (lavoro, figli, parenti e quant’altro) il dialogo diminuisca e così si finisca per ignorare gli stati d’animo l’uno dell’altro. Sua moglie sembra attratta dal desiderio adolescenziale di ri scoprirsi giovane, di rivivere emozioni che 23 anni fa avete, forse, condiviso…. e lei appare abbastanza comprensivo dicendo “anche se capisco che possa succedere”. E’ capitato anche a lei? Oppure lei si è ritagliato il ruolo del buon padre ed ora sua moglie conta sulla sua comprensione totale e si comporta come la sua terza figlia? Come lei ben sa la situazione è complessa ed io posso solo offrirle qualche ipotesi . Credo che potrebbe esservi utile rivolgervi ad un consultorio per qualche colloquio di coppia in modo da tornare a confrontarvi sui vostri vissuti passati e presenti ed orientare le vostre scelte future.
Le faccio tanti cari auguri per una soluzione il più possibile serena della sua vicenda.
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta

giuseppe (potenza, 15-11-2012 11:40:44, Italy) toggle

Dottoressa buon giorno vorrei farle alcune domande,come mai quando mi sveglio ho un peso al petto?l'ho avverto anche in alcune ore della giornata,pensavo che fosse un problema cardiaco,feci un holter 24 ore ed è risultato battiti sopraventricolari prematuri isolati questo da cosa è dovuto?Puo essere ansia?in attesa di una sua risposta la ringrazio.

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super admin Paola Pedinotti, 15-11-2012 19:51:32

Buongiorno,
mi dispiace ma non ho elementi utili per poterle rispondere.
Credo che i medici l'abbiano già rassicurata e che l'alterazione riscontrata non sia indicativa di una particolare patologia.
Se ha già appurato ciò e ha notato di vivere stati di ansia eccessivi, rispetto alle sollecitazioni della sua vita
attuale, si rivolga ad uno
psicoterapeuta che saprà opportunamente consigliarla.
La ringrazio per la fiducia e le faccio molti auguri.
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta

lara (bergamo, 05-03-2012 17:22:26, Italy) toggle

buongiorno,
sono una ragazza che di 22 anni che da 6 anni mi piacciono le ragazze e ho avuto storie con loro.
ho avuto storielle 'stupide' con ragazzi durante l'adolescenza ma non mi piacevano, mi piacevano solo i ragazzi gay e per l'appunto le ragazze.ho deciso di dichiararmi con mia mamma ma lei non ne vuole sapere, non riesce ad accettare il mio essere, da la colpa al mio padre assente e a se stessa.
mi ripete che sono ammalata e sbagliata. e ciò mi fa malissimo, io non vorrei più avere tutti i segreti che ho avuto in questi anni.
lei cosa mi consiglia di fare? delle sedute con lei per esempio potrebbero aiutarla? la ringrazio in anticipo

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super admin Paola Pedinotti, 06-03-2012 22:59:44

Gent.ma Iara,
complimenti per la chiarezza.
Ha fatto bene a parlarne con sua mamma e ritengo legittimo e sano il suo bisogno di vivere la sua vita senza segreti.
Sua mamma avrà, probabilmente, bisogno di un po' di tempo per comprendere; qualche colloquio potrebbe esserle utile.
Potete contattarmi telefonicamente se desiderate un appuntamento.
Le faccio molti auguri
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta

girl (bergamo, 09-01-2012 21:12:50, Italy) toggle

ho 20 anni e soffro di vaginismo.come posso fare ad uscire?non posso permettermi uno psicologo tutte le settimane..e cosi non ce la faccio piu..non è vita..

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super admin Paola Pedinotti, 11-01-2012 12:58:46

Cara ragazza,
non ce la fai più, ma della tua vita non mi dici nient'altro. Cosa mi chiedi?
Potresti avere bisogno di una terapia oppure no. Rivolgendoti ad un medico o ad uno psicologo potresti avere una diagnosi più precisa. Poi potrai pensare alla cura più adatta, al se e come seguirla.
Molti auguri e cordiali saluti
Paola Pedinotti
Psicologo, Psicoterapeuta

Axa (10-09-2010 16:50:58, Italy) toggle

Buondiorno Dott.ssa Pedinotti,
sono un ragazzo di 33 anni, da 10 anni soffro di fobia sociale, disturbo che mi comporta un notevole disagio dal momento in cui mi trovo al centro dell'attenzione sia con persone,di entrambi i sessi,che conosco o con degli sconosciuti.
I sintomi sono vampate di calore, tensione muscolare, eccessiva sudorazione facciale (gocciolamento) oltre a quelli legati ad un ansia anticipatoria...
In questi anni ho affrontato varie possibilità: dalla terapia cognitivo-comportamentale , ho escluso la terapia farmacologica, ho valutato la possibilità di un intervento di simpatectomia endoscopica toracica per iperidrosi facciale (quest'ultima lasciata da parte per le controindicazioni legate ad una sudorazione compensatoria)...
Le volevo chiedere gentilmente un consiglio: potrei rivolgermi a Lei per un aiuto?

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super admin Paola Pedinotti, 11-09-2010 17:50:24

Gent.mo,
lei descrive molto bene i suoi sintomi e le cure tentate ed evitate.
Di solito, nella fobia sociale, psicoterapia o psicoanalisi sono percorsi consigliati e che possono dare esiti soddisfacenti.
Se la terapia cognitivo-comportamentale, per lei, non è stata utile, forse potrebbe giovarle un percorso psicoanalitico(cioè una terapia più profonda) o sistemico relazionale cioè più focalizzata sull'ambiente sociale in cui lei è cresciuto e vive.
Se desidera un aiuto più diretto, può contattarmi telefonicamente.
Con molti auguri
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

maxxx (bergamo, 02-07-2010 14:06:51, Italy) toggle

Buon giorno dottoressa,
io sono Massimo e ho 36 anni ed è da 2-3 mesi che di notte mi viene l'ansia e faccio cattivi pensieri fino a svegliarmi improvvisamente la mattina sempre alle 6,30...è un periodo dove non lavoro(avevo un attività e mi hanno fatto 6 furti in 2 anni),ho litigato con gli amici piu' cari e quindi sono in un momento non felice.Comunque i cattivi pensieri spariscono quando sono impegnato mentalmente oppure quando parlo con qualcuno.
La ringrazio anticipatamente.

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super admin Paola Pedinotti, 02-07-2010 19:05:57

Caro Massimo, che tipo di brutti pensieri? Dovrei saperne di più per poterla aiutare.
Essere in crisi lavorativa, sentirsi solo rispetto ad amici e a parenti(che non nomina), potrebbero essere concreti fattori di tensione.
Non mi pone specifiche domande quindi il tema principale del suo messaggio mi pare centrato sui "cattivi pensieri". Credo che meritino un po' di attenzione; parlarne, in un eventuale colloquio psicologico, potrebbe aiutarla a renderli più leggeri o a capirne il significato profondo.
La ringrazio della fiducia e le faccio molti auguri.
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

M&R (Bergamo, 05-06-2010 16:10:51, Italy) toggle

Gent.ma Dott.ssa
io e mia sorella le scriviamo perchè vorremmo descriverle la situazione che stiamo vivendo: dopo un evento traumatico nostra mamma è entrata in depressione e da circa 3 anni è anche un alcolista. Nonostante i diversi ricoveri e terapie la situazione non è mai migliorata. Ora siamo arrivati ad un punto in cui lei attribuisce tutte le colpe a noi e a nostro padre, sostenendo che non vuole vederci. Cerca pretesti per discutere di ogni cosa e poi passa tutta la giornata a piangere e bere. A volte crediamo anche che non sia in grado di intendere perchè fa discorsi senza senso, non mangia e sostiene di aspettare solo la sua morte. Chiaramente non vuole essere aiutata e noi non sappiamo più cosa fare, a parte l'ennesimo ricovero per disintossicazione da alcool. Gradiremmo un consiglio da parte sua. Cordialmente M. e R.

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super admin Paola Pedinotti, 06-06-2010 16:54:56

Care M&R, vostra mamma sta soffrendo molto ed il dolore è così profondo che, a volte, tenta di distruggere se stessa e voi. Quale trauma ha innescato questo processo distruttivo? In questi momenti si dicono frasi senza senso e del resto l'alcool, unito al digiuno, potrebbe alterare l'equilibrio cognitivo.
Non mi dite quanti anni avete. Siete maggiorenni?
E vostro padre quale ruolo ha in questa vicenda? Ci sono altri familiari(genitori, sorelle, fratelli) che potrebbero essere significativi per vostra madre? Credo sia necessaria una terapia familiare ed individuale per poter chiarire i bisogni immediati e quelli programmabili nel tempo. Ciò che vostra mamma è in grado di ascoltare, in questo momento drammatico, è il vostro affetto. Mi rendo conto che la situazione è molto difficile ma solo con amore e pazienza potete avvicinarvi al suo dolore e persuaderla a farsi aiutare.
Vi abbraccio
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

mery (Bologna, 19-05-2010 21:44:50, Italy) toggle

Ho problemi nei rapporti sociali (estrema timidezza)per cui non riesco a concentrarmi su quello che sto facendo, come mai?
mery

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super admin Paola Pedinotti, 23-05-2010 18:41:03

Cara Mery, è difficile rispondere alla tua domanda. Sento la tua solitudine ma non so niente di te. Posso dirti che la nostra mente svolge varie funzioni, da quelle prettamente cognitive(percezione, memoria, attenzione, pensiero) a quelle emotive. Perciò è del tutto naturale che, quando siamo emozionati, come ci capita in alcune situazioni sociali, alcune prestazioni cognitive, come il concentrarsi risultino indebolite.
Cari saluti
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

massimo (Milano, 17-05-2010 10:41:37, Italy) toggle

Buongiorno Dott.ssa Paola . Sono Massimo ho 43 anni sposato con 2 figli . Ho un problema da esporle . Ho una vita di coppia poco soddisfacente a livello sessuale in quanto mia moglie molto fredda etccc. riesco ad aver con lei un rapporto al mese o al massimo 2 Io sono una persona molto calda a livello sessuale . Però oltre ad aver avuto rapporti con donne mi sono trovato ad aver rapporti con uomini . Nei momenti diciamo di astinenza non trovo differenza nel aver incontri sia con uomini che con donne . Mi dica lei qualcosa se devo prendere appuntamento per dialogare o altro . Grazie anticipatamente Massimo

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super admin Paola Pedinotti, 18-05-2010 20:13:01


Gentile Sig. Massimo,
l’armonia sessuale di una coppia dipende da molti fattori.
Essere freddi o caldi sessualmente non è un dato genetico, o per lo meno lo è solo in parte.
Può darsi che la freddezza che lei percepisce in sua moglie sia il sintomo di un disagio o quanto meno di una polarità dovere/piacere che nella coppia potrebbe risultare male distribuita.
Penso che qualche colloquio l’aiuterebbe a comprendere il senso della sua ricerca di soddisfazione bisessuale fuori dal matrimonio.
Una terapia di coppia sarebbe appropriata a conoscervi meglio come persone, a esprimere le vostre opinioni, atteggiamenti ed emozioni ma naturalmente dovreste essere d’accordo entrambi.
Le auguro di trovare la strada più armonica per lei e per la sua famiglia. Con viva cordialità
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

Marzia (Roma, 26-03-2010 00:40:16, Italy) toggle

Gentile Dott.ssa Pedinotti, non ho una domanda ben prescisa da porle...forse sono semplicemente troppe.
Ho 29 anni e sono una ragazza madre. Vivo sola con mia figlia di 2 anni1/2 ed inizio a sentire il bisogno di un aiuto, si un sostegno. La paura di non saper come rispondere un domani alle domande che mi farà mia figlia Maddalena, il terrore di sbagliare, di procuralre un dolore troppo grande.

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super admin Paola Pedinotti, 26-03-2010 22:12:54

Cara Marzia, so davvero molto poco di te, la tua lettera si interrompe…..facendomi percepire la tua preoccupazione rispetto alla possibile sofferenza della tua bambina. Forse Maddalena non avrà un padre, o forse sì, ma tu l’ami tanto e lei ha bisogno solo del tuo amore e della tua serenità.
Essere una ragazza madre può costituire anche una condizione felice ma se tu soffri l’abbandono e la solitudine (hai una famiglia che ti è vicina?) puoi chiedere aiuto ad un consultorio.
Qualche colloquio psicologico potrebbe essere efficace. Scrivimi ancora se vuoi.
Un forte abbraccio
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

silvana (bergamo, 11-03-2010 10:26:08, Italy) toggle

Gentile dottoressa.. mai suocera anni fa è venuta a conoscenza di un fatto che le ha sconvolto la vita, sua madre ha commesso un atto ignobile e le ha mentito per 30 anni. Inizialmente mia suocera ha tenuto tutto dentro per anni poi un giorno è esplosa ed ha raccontato tutto ai figli, dicendo che non ne aveva parlato prima perchè aveva paura di non essere capita(la rivelazione ha sconvolto tutti) ha passato momenti difficili ma non ha mai voluto rivolgersi ad uno psicologo. Ora abbiamo il sospetto che beva. A volte è euforica, parla a sproposito con un tono di voce altissimo. Quando abbiamo affronatato con lei la situazione ha detto di essere stata sotto l'effetto collaterale del sonnifero preso la sera prima (?) Parlare con qualcuno le farebbe sicuramente bene ma
il medico curante dice che prima dello psicilogo dovrebbe andare in un centro per alcolisti (non sappiamo se relamente beve e cmq non capita spesso di vederla così e lei in più nega) Cosa dobbiamo fare? da dove cominciamo?

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super admin Paola Pedinotti, 11-03-2010 17:47:30

Gentile Signora Silvana,
vi suggerisco di rivolgervi ad un Centro di Terapia Familiare. A Bergamo vi sono strutture pubbliche oppure terapeuti privati che praticano questo tipo di terapia. Una richiesta familiare potrebbe aiutare sua suocera ad accettare il colloquio.
Dopo una prima fase di ascolto lo specialista potrà consigliarvi l'iter più adatto.
Le faccio tanti auguri
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

dana (bergamo, 18-01-2010 10:48:13, Italy) toggle

Gentile dott.sa,ho 27 anni,da circa 6 mesi nn so più cosa significa essere felice realmente.Rimpiango come ero e come mi sentivo fino a prima delle vacanze:sempre attiva,con voglia di fare 1000 cose,di progettare il furturo,di uscire,scoprire e imparare nuove cose...ora nn c'è più nulla!Sento il vuoto dentro,nn ho voglia di più niente,mi sento a disagio per la mia altezza fisica,mi sto isolando da tutti e da tutto quello che facevo.Fatico ad uscire.Piangevo tutto il giorno e a volte ancora piango.La mia famiglia mi vuole molto bene,il mio ragazzo è una persona speciale,mi dimostra sempre il suo amore.Fatico a parlare con loro.Sono triste,"vivo" senza provare più emozioni,tutto mi scivola addosso.Mi sono rivolta ad una psicologa,ma nn mi sono trovata,ho provato a chiedere aiuto in un centro psicologico parrocchiale,ma mi hanno "rimbalzato".Mi può suggerire a ke tipo di professionista posso rivolgermi?Sto rovinando la mia vita,quella della mia famiglia e del ragazzo ke ho amato alla follia.grazie

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super admin Paola Pedinotti, 18-01-2010 21:21:59

Buonasera Dana, i suoi sintomi denotano un disturbo dell'umore con progressivo isolamento.
Apparentemente niente è cambiato, in questi ultimi sei mesi, nella sua vita, ma ora tutto le appare senza senso.
Credo che abbia fatto bene a rivolgersi ad una psicologa, non so se psicoterapeuta o psicoanalista. Non mi dice i motivi per cui non si è trovata bene. Le propongo un incontro, senza impegno, per conoscerla meglio e poter rispondere alla sua domanda in modo più preciso. Se lo desidera può contattarmi telefonicamente per un appuntamento.
In attesa le invio i miei migliori auguri.
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

Alex (Bergamo, 04-01-2010 14:05:04, Italy) toggle

Salve dottoressa sono Alex, ragazzo di 35 anni che vive a Bergamo. Da sempre sono omosessuale...che fatica dirlo....e da anni vivo una storia con un ragazzo. Il problema che ho è che mi trovo a vivere due vite...quella definita ufficiale dove tutti non sanno della mi omossessualita' o fanno finta di non sapere e quella con il mi oragazzo in cui una ristretta cerchia di amici sa tutto. Le scrivo perchè sono sempre infelice....triste perchè mi trovo ad avere la "fantasia" di una vita felice come quella degli etero...con famiglia figli e liberta' di vivere la propria sessualita' alla luce del sole. E dall'altra la consapevolezza che non posso mentire a me stesso e ad una ragazza fingendo di non essere quello che sono. MI sento sempre solo....spaventato dal futuro....un futuro in cui mi vedo sempre piu' solo senza una famiglia che mi accompagni verso gli anni a venire. La ringrazio per la sua dipsonibilita' Alex

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super admin Paola Pedinotti, 05-01-2010 17:25:37

Caro Alex,
credo sia importante per lei poter esprimere i suoi stati d'animo e, sia pur a fatica, dichiarare la sua omosessualità.
L'orientamento sessuale (etero, omo o bisessuale) è parte della nostra natura e ciascuno ha il compito di scoprirlo attraverso la propria vita emotiva ed affettiva. Questa conoscenza di sé, parte fondamentale della sua identità, lei l'ha effettuata da molto tempo.
Sembra invece più arduo per lei vivere il confronto sociale che tale identità comporta. Da tale mancanza crescono la sua tristezza, la sua infelicità e solitudine.
Penso che potrebbe farla star meglio qualsiasi tipo di attività finalizzata al recupero della sua immagine psicosociale, anche una terapia potrebbe aiutarla a recuperare tale identità ed a progettare un futuro più ampio di risorse e meno dominato dalla paura.
La saluto cordialmente con i miei migliori auguri.
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

Antonio (Trieste, 25-11-2009 17:06:43, Italy) toggle

salve dottoressa, mi chiamo Antonio, figlio unico. Celiaco. trentasei anni da Trieste. Abito con i genitori. Quando vedo una ragazza che fà l'occhiolino sento il desiderio di masturbarmi. Lei pensa che sia una cosa naturale? la saluto cordialmente. Antonio.

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super admin Paola Pedinotti, 26-11-2009 18:00:19

Buonasera Antonio,
ragazze che fanno l'occhiolino? Sono reali o virtuali? E' naturale masturbarsi? Dipende da tanti fattori. Se il contesto è quello di casa sua e lei non ha frequenti occasioni di incontrare "ragazze reali" allora il suo comportamento potrebbe essere "naturale" anche se "riduttivo".
Solo attraverso un colloquio psicologico può ottenere una risposta più completa alla sua domanda.
Tanti auguri
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

Irene Ferrari (bg, 12-11-2009 16:39:32, Italy) toggle

Buongiorno profe, sono Irene Ferrari la volevo ringraziare tanto per stamattina (l'incontro con le ragazze di 5a) non ho trovato un altro indirizzo per cui le scrivo qui, è davvero importante per me la sua approvazione e vedere il suo sguardo quasi materno oggi mi ha fatto un pò emozionare. Grazie davvero per tutto ciò che ha fatto in questi anni e per la pazienza che ha avuto, mi ha fatto amare e appassionare alla sua materia. Ancora un grazie di cuore. Irene

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super admin Paola Pedinotti, 12-11-2009 18:04:20

Buongiorno Irene, posso risponderti solo attraverso il sito.
Grazie a te per le tue parole e soprattutto per avere condiviso con noi la tua bella esperienza professionale ed umana. Sei stata davvero efficace e convincente e devo confessarti che anch'io ero emozionata nell'ascoltarti parlare con tanta passione dei "tuoi bambini".
Un abbraccio
Paola Pedinotti

claudia (bergamo, 25-10-2009 11:43:34, Italy) toggle

Gentile Dottoressa,
sono una donna di 36 anni sposata da 12 con due figli di 8 e 5 anni. Conduco una vita felice ed invidiabile agli occhi degli altri, ho un lavoro che mi piace (o almeno così era fino a poco fa), un marito che mi ama incondizionatamente da sempre. Il fatto è che la mia vita è sempre stata impostata su obiettivi da raggiungere in modo da dimostrare quanto valessi, più che a me stessa a chi avevo intorno così da ricevere approvazioni altrui, soprattutto da mio padre.Convivo da tanti anni con disturbi alimentari che mi spingono a durissimi divieti e che culminano poi in terribili abbuffate. Non ho mai avuto il coraggio di chiedere aiuto, anche per una serie di retaggi culturali di tipo familiare. Ora però ho davvero paura di non essere più adeguata a ricoprire quel ruolo di moglie e soprattutto di madre di cui i miei figli necessitano.
Cofidando in un Suo consiglio, La ringrazio e la saluto cordialmente.

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super admin Paola Pedinotti, 23-03-2010 16:44:20

Gentile Claudia,
lei appare una donna realizzata professionalmente ed affettivamente (marito, figli) ed anch’io, come gli altri, le faccio i miei complimenti.
Ma sento il suo dolore anche se si esprime attraverso i durissimi divieti e le terribili abbuffate che si autoimpone.
La sua lettera racconta anche la stanchezza, la paura di non farcela.
Mi sembra significativo che proprio ora lei abbia trovato “il coraggio di chiedere aiuto” sia pure attraverso un consiglio.
Credo che lei abbia già dentro di sé la risposta alla domanda che mi pone.
Le consiglio di fare un altro passo, di chiedere un primo incontro con uno specialista psicoterapeuta.
Percepirà presto, a partire dalle prime sedute, dal suo bisogno di comunicare, dalla reciproca fiducia, un certo sollievo.
Le auguro molte cose belle
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

katya (10-08-2009 15:46:55, Italy) toggle

Sono una ragazza di 24 anni, laureata in Lettere.Sono fidanzata da 5 anni con un bravo ragazzo, che mi ama moltissimo.Dentro di me sono però molto tormentata.Siamo diversi,per carattere (lui taciturno, io loquace,per es.),per esperienze di vita.Vivo crisi interiori,spesso associate a eventi e persone particolari: un ex fidanzato, il1°amore, che rivedo spesso perchè impegnato nei miei stessi ambiti di vita, che mi ha lasciata per seguire la sua strada;spasimanti con cui mi sono fissata, rischiando di compromettere il mio attuale amore.L'ultima volta è successo un uomo sposato, con cui però ci sono stati dei baci(prima nulla di fisico.Ho confessato tutto al mio ragazzo che stavolta ha dato segni di rabbia e stanchezza. Nonostante tutto, siamo ancora qui.Sono molto religiosa, per questo vivo le crisi con grandi sensi di colpa. Lui parla di sposarci da un pò di anni e io, nonostante il mio desiderio di famiglia, ho sempre rinviato.Cosa mi succede?Come fare chiarezza e superare queste crisi?

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super admin Paola Pedinotti, 08-09-2009 19:18:29

Cara Katia, mi scuso per il ritardo con cui rispondo, causa ferie, spero comunque di poterle essere utile a dare un senso al disagio che esprime. Potrebbe guardare alla sua vita in senso più ampio? Mi riferisco ai suoi studi, al suo lavoro(eventuale), ai suoi progetti di vita, alla sua famiglia di origine, ai suoi amici. Il fatto che mi parla esclusivamente dell'incertezza della relazione col suo ragazzo indica che la stessa sta diventando, per lei, un problema. Lei intuisce che siete diversi, che si sente attratta da altre esperienze ma teme ciò che è nuovo e si rifugia nella sicurezza dell'amore di questo giovane.
Credo che qualche colloquio psicologico, più di un buon confessore, potrebbe aiutarla a comprendere i propri timori a vivere gioiosamente la sua vita senza rifugiarsi in false sicurezze. Se ama leggere, le consiglio "Siddharta", breve ma intenso romanzo di Hermann Hesse.
Le auguro tante cose belle, un abbraccio
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

Franci (Cosenza, 29-10-2008 18:06:15, Italy) toggle

Carissima Dott.Pedinotti
mi chiamo Francesca sono una ragazza di 19 anni e vi scrivo dalla provincia di Cosenza , il mio problema è il seguente: ultimamente sto avendo disturbi del sonno , quando inizio ad entreare nel sonno pesante ho scatti di spaventano che tante volte svegliano non solo me ma anche il mio parter che dorme accanto a me. In passato mi era già capitato un disturbo simile , ma dato che la cosa si verificava raramente non mi sono preoccupata più di tanto.Ora però si è ripresentato più frequentemente.Volevo sapere se devo preoccuparmi seriamente , se è necessaria una visita neurologica ,se è necessario un percorso terapeutico presso uno psicologo o se posso attraverso delle tecniche di autocontrollo riuscire a gestire questo problema.

la rigrazio anticipatamente per la sua risposta e le porgo i miei più cordiali saluti

Francesca

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super admin Paola Pedinotti, 29-10-2008 18:10:45

Cara Francesca, il disturbo del sonno che descrivi mi pare possa riferirsi ai “sussulti ipnici” detti anche “scosse ipnagogiche”. Sono una esperienza abbastanza comune dovuta a improvvise contrazioni del corpo e possono essere accompagnati da sensazioni di caduta o dall’emissione di grida. Spesso non le ricordiamo ma se, come nel tuo caso, sono di entità tale da svegliarti ed incominciano a preoccuparti allora potrebbero essere un sintomo di uno stato psico-fisico alterato. Stai vivendo una situazione particolarmente intensa emotivamente? Ci sono eventuali conflitti evidenti o latenti nella tua vita attuale? Hai fiducia negli altri più significativi? Con il tuo compagno c’è armonia? Se avessi un problema o attraversassi un momento di crisi con chi potresti parlarne senza timore? Ecco Francesca una psicoterapia potrebbe aiutarti a rispondere a queste domande, che io ti propongo come ipotesi, ma che solo tu sai se possono essere interessanti per te in questo momento della tua vita.
Una visita neurologica potrebbe essere utile per escludere con una diagnosi differenziale eventuali problemi su base organica. Spero di averti fornito qualche elemento utile di riflessione, scrivimi ancora se vuoi. Cari saluti
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

bea (lecco, 19-03-2008 14:06:21, Italy) toggle

Gentile psicologa, sono una studentessa di medicina. Vivo da 3 anni in una città universitaria, lontana da casa, mi trovo bene sia come studi (sono in regola con gli esami) sia come amicizie e sono contenta perché vivo da un anno una storia d’amore con un ragazzo meraviglioso. Sarebbe bella la mia vita se non avessi tanta voglia di piangere ogni volta che penso ai miei genitori.
Sono molto rigidi e formali e si aspettano da noi figlie (ho una sorella più piccola) impegno continuo e traguardi sempre nuovi.
Il mio ragazzo, che non fa l’università, non è abbastanza per loro e così pure tutto quello che faccio io è solo dovuto. Mio padre fa continui discorsi, quello che conta nella vita è procedere verso nuovi obiettivi.
Per me, che sono sempre stata timida e insicura, è importante il calore delle amicizie e l’affetto del mio ragazzo. Scusi o sfogo e aspetto la sua risposta.


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super admin Paola Pedinotti, 21-03-2008 11:51:13

Cara Bea, sono solidale con te. La vita non può essere fatta solo di doveri, impegni e traguardi da raggiungere. Tu sei ricca di affetti, senti il calore rassicurante delle nuove amicizie, il piacere di condividere col tuo ragazzo nuove risorse emotive. Sei anche molto dispiaciuta perché i tuoi genitori, per il momento, presi dalle loro paure, non riconoscono la bellezza che c’è in te. Io penso che questo sia solo un passaggio, loro ti apprezzano ma credono sia loro compito spronare sempre più. Tu hai tutto il diritto di vivere serenamente la tua vita. La tua gioia di vivere sarà più forte delle loro paure. A volte i genitori possono imparare dai figli.
Non lasciarti ferire, cerca di comunicare comunque i tuoi sentimenti come sei riuscita a fare con la tua bella lettera.
Con affetto
Paola Pedinotti, Psicologo, Psicoterapeuta

Lalla (Carvico, 12-03-2008 11:50:23, Italy) toggle

Dottoressa, sono Livia, ho 22 anni, sono una ragazza molto logica e razionale e ragiono in termini di “ è tutto bianco oppure è tutto nero”. Cerco di impegnarmi a fondo in tutto quello che faccio perché mollare è segno di debolezza, ed io odio essere debole, però vado avanti con caparbietà ma senza la minima fiducia in me stessa. Se le cose vanno male me ne assumo il carico ma poi quando vanno bene tendo a minimizzare o ad attribuirne il merito agli altri. Tendo a nascondermi, a rendermi invisibile, ad isolarmi. Se provo a parlarne, gli altri mi dicono che sbaglio che dovrei provare ad essere diversa. D’accordo, ma come si cambia? Sono profondamente triste anche se non ci sono motivi gravi per esserlo come ad esempio un lutto o altre disgrazie.
Sono confusa, ho pensato all’analisi ma non ho i soldi. Da dove cominciare per uscire da questo crescente senso di inadeguatezza?
Grazie tante.

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super admin Paola Pedinotti, 12-03-2008 19:43:01

Livia cara, complimenti per la chiarezza e l’onestà con cui riesci a descrivere le tue sensazioni e questo è sicuramente un valido inizio per il cammino interiore che vuoi intraprendere. Credo che potresti rivolgere, sul territorio, ad un servizio pubblico che offra assistenza psicologica. Informati presso l’ASL della tua zona e vedrai che l’importo del ticket è accessibile.
Per quanto riguarda il privato ci sono vari professionisti ed un’ampia scelta di prezzo e poi l’analisi è sicuramente un buon “investimento” nel senso che, aprendoti alla conoscenza, rende possibile l’apertura a nuove strade ed idee. Potresti recuperare quella fiducia che senti mancare quando incontri alcune difficoltà sul tuo percorso e scoprire nuove possibilità per trovare quei “soldi”che ora non hai.
Come vedi hai già cominciato a trovare, da sola, una soluzione al tuo disagio, adesso non ti resta che proseguire ed io credo che tu abbia tutte le possibilità per farcela.
In bocca al lupo.
Paola Pedinotti, Psicologa, Psicoterapeuta

Arianna (Brescia, 06-03-2008 08:38:22, Italy) toggle

Salve, ho problemi sessuali col mio ragazzo ossia quando lui prende l’iniziativa io mi irrigidisco e il solo pensiero dell’atto sessuale mi terrorizza. Riesco invece ad essere molto affettuosa con lui con abbracci e carezze, mi fa piacere coccolarlo. A lui tengo molto perché mi aiuta a dare un senso alla mia vita che prima di incontrarlo era molto burrascosa e senza alcun rispetto per il mio corpo. Vorrei farlo felice ma sento che è proprio il mio corpo ad impedirmelo. Mi può suggerire una soluzione? Spero proprio che mi risponda. Grazie.

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super admin Paola Pedinotti, 08-03-2008 21:10:49

Cara Arianna, mi pare di sentire che stai vivendo un momento molto importante nella tua vita affettiva e questa scoperta preziosa accresce le tue aspettative di essere all’altezza, di non sciupare le cose “buone” che hai iniziato ad assaporare. Mi sembra che questa sensibilità agli affetti possa essere per te una grande risorsa una via per conoscere gli altri, il tuo ragazzo, ma soprattutto te stessa.
Credo che ti possa essere molto utile un percorso di conoscenza. Il tuo corpo ti sta dicendo qualcosa, ti dà un segnale di qualcosa che non funziona come vorresti. Una psicoterapia potrebbe aiutarti ad approfondire la tua storia e a dare un senso al conflitto che stai percependo e che ti impedisce di essere felice come desideri.
Ti faccio molti auguri.
Paola Pedinotti, Psicologa, Psicoterapeuta

simonetta (bergamo, 21-02-2008 11:13:32, Italy) toggle

Gentile dottoressa, sono Simona, ho 20 anni e frequento l'università.
Ho difficoltà in ogni relazione, non ho praticamente amici.
Ho iniziato a bere, talvolta mi abbuffo ed in passato ho avuto comportamenti autolesionistici fino ad un tentato suicidio.
Oggi oscillo tra grandi abbuffate, lunghi digiuni e continuo a procurarmi tagli sul corpo. Con mia madre c'è conflitto mentre mio padre è praticamente inesistente. Può aiutarmi a spiegare quello che mi succede?
Grazie
Simona

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super admin Paola Pedinotti, 21-02-2008 18:31:04

Cara Simona, c’è molto dolore nella sua vita. Ci si ferisce per paura di non essere capiti, di essere giudicati negativamente. L’affamarsi e poi abbuffarsi, l’assunzione di alcolici possono considerarsi forme molto subdole dell’autolesionismo. Non è facile trovare una risposta, spesso non c'è una sola spiegazione. Ogni persona ha i propri motivi. Ci si ferisce per scaricare lo stress. Si cerca di tramutare la sofferenza emotiva, inafferrabile, in sofferenza fisica più comprensibile ed accettabile. Può essere un modo di dire agli altri che si sta davvero soffrendo. Ci si può curare anche farmacologicamente, per ridurre la tensione, ma è indispensabile una terapia psicologica per elaborare il disagio profondo che si nasconde dietro i suoi sintomi. Intervenire precocemente aiuta a rendere più veloce il percorso. L’abbraccio con molto affetto
Paola Pedinotti, Psicologa, Psicoterapeuta

giada (Milano, 27-11-2007 10:22:04, Italy) toggle

Dottoressa, io sono Angela, ho 32 anni, sposata da nove, ho due splendidi bambini di 7 e 4 anni. Il motivo per cui le scrivo è che soffro da mesi di vertigini al punto da non poter, a volte camminare. A questo si è aggiunta la sensazione di svenire e di perdere il controllo del mio corpo, questo mi succede mentre parlo con altre persone ma non sempre. Ho anche abbondante sudorazione e talvolta tremori alle braccia e alle gambe. Mi sono sottoposta a varie visite ed analisi mediche e tutte sono risultate negative. Le chiedo consiglio su quale cura iniziare. Sono molto spaventata, nonostante le rassicurazioni dei medici infatti temo, qualche volta, di avere un brutto male. La ringrazio di cuore

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super admin Paola Pedinotti, 02-12-2007 20:00:02

Cara Angela, i suoi sintomi farebbero pensare ad un classico disturbo d'ansia anche se le consiglierei un ulteriore approfondimento diagnostico tramite il suo medico curante(l'equilibrio ormonale potrebbe essere un fattore da tenere presente).
Ma le vertigini, spesso, hanno un'origine psicologica nel suo caso potrebbero essere il risultato di una percezione disturbata a causa di uno stress prolungato che ha determinato una iperattivazione nervosa. Tale processo è spesso inconscio ovvero la persona non ne è consapevole.
Le consiglio perciò di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per esprimere le sue emozioni presenti e passate e dare un significato ai suoi sintomi nell'attuale contesto della sua vita.
Con i migliori saluti ed auguri.
Risponde
Paola Pedinotti, Psicologo Psicoterapeuta

fiore (bergamo, 25-11-2007 16:12:53, Italy) toggle

Gentile dottoressa, sono la mamma di Carlo, un bel bambino di 5 mesi, non sono felice come immaginavo durante la gravidanza. Sono sempre ansiosa e a tratti provo una sensazione di vuoto. Le chiedo se è normale quello che provo o se devo preoccuparmi e a chi posso rivolgermi.
La ringrazio cordialmente.

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super admin Paola Pedinotti, 25-11-2007 17:21:15

Carissima mamma di Carlo, non ho alcun dato su di lei tranne che è una mamma, forse giovane, forse alla sua prima esperienza di puerperio, parto e alle prese con la realtà di un bambino "vero" da accudire, crescere, cullare, consolare quando piange, coccolare ecc.
Lei sta sperimentando tutta l'intensità di questa esperienza umana così coinvolgente sia fisicamente che emotivamente e non mi dice niente del suo contesto così che posso ipoteticamente immaginarla un po' sola, almeno questa sembra essere la sensazione che mi comunica. Un certo senso di tristezza e svuotamento è normale e fisiologico nelle prime settimane dopo il parto ma il persistere di malumore e senso di inadeguatezza richiedono una riflessione più attenta. Il suo disagio potrebbe attenuarsi se lei si sentisse un po' più protetta nella sua nuova vita da mamma?
Ma potrebbe anche trattarsi di una depressione post-parto. Colpisce una neomamma su dieci e può durare a lungo, tanto da compromettere il legame con il bambino. Le consiglio pertanto di rivolgersi ad uno specialista psicoterapeuta che potrà aiutarla a valutare l'entità del suo malessere ed, eventualmente, a recuperare tutte le sue risorse. Un abbraccio
Risponde
Paola Pedinotti, Psicologo Psicoterapeuta

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